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Prato 5G: i casi d’uso e i progetti in via di sviluppo con Wind Tre e Open Fiber

Prato è fra le 5 città italiane selezionate dal MISE (Ministero Italiano dello Sviluppo Economico) per dare avvio alla sperimentazione della rete di quinta generazione, ovvero il 5G.

Ad aggiudicarsi per Prato e l’Aquila il bando ministeriale per la sperimentazione, sono state in partnership Open Fiber (società compartecipata al 50 percento da Enel e Cassa depositi e prestiti) e Wind Tre che, insieme ad Università, enti di ricerca ed altre imprese, svilupperanno la tecnologia 5G fino al 31 Dicembre del 2021, con un investimento iniziale che si aggira tra i 30 e i 40 milioni di euro.

Secondo quanto affermato sul sito ufficiale dedicato alla sperimentazione, il 5G non è una semplice evoluzione delle attuali reti mobili, ma una nuova tecnologia che permetterà di realizzare servizi innovativi in grado di cambiare profondamente non solo il modo di vivere e di spostarsi dei cittadini, ma anche il modo di produrre da parte delle imprese.

La nuova rete consentirà di attivare numerosi progetti, attualmente in fase di sperimentazione, in molti campi tra cui videosorveglianza, cultura, mobilità e industria.

In particolare, l’ESTRA, l’Università di Firenze ed il PIN (polo Universitario della città di Prato) realizzeranno un sistema di videosorveglianza cittadina per il controllo costante del territorio tramite telecamere ad altissima definizione, connesse alla rete 5G ed in grado di riconoscere volti, persone e targhe.

In campo industriale, la nuova tecnologia favorirà la digitalizzazione dei processi produttivi, l’ottimizzazione dei consumi energetici, applicazioni di assistenza da remoto e di logistica integrata, consentendo, in questo modo, un vero e proprio cambio organizzativo all’interno delle imprese. Il caso d’uso sarà sviluppato a Prato principalmente per il settore manifatturiero, coinvolgendo aziende individuate in collaborazione con Confindustria.

Un altro use case riguarda la valorizzazione dei beni culturali attraverso l’uso di tecnologie di Realtà Virtuale ed Aumentata (VR e AR). La sperimentazione riguarderà il Museo Pecci ed il Museo del Tessuto. Infatti, grazie all’uso di visori e Smart Glass, il visitatore potrà effettuare una visita immersiva a 360 gradi, connettersi con i social per condividere istantaneamente la propria esperienza e personalizzarla decidendo quali contenuti approfondire.

Anche la rete elettrica evolverà verso una rete intelligente in cui saranno diminuite il numero e la durata delle interruzioni di servizio per i clienti tramite una sottostazione primaria e non meno di 5 sottostazioni secondarie, in cui verranno inseriti sensori connessi per rilevare vibrazioni degli apparati ed informazioni ambientali (come temperatura e umidità) in real time.

A proposito di sensori, è prevista la realizzazione di una piattaforma IoT (Internet of Things) che verrà utilizzata in vari campi come ad esempio nelle rilevazioni dello stato di salute del manto stradale, sperimentando una flotta di veicoli elettrici che, durante le normali attività di lavoro, monitorano in tempo reale la superficie stradale (buche, inclinazione del manto, etc.) attraverso l’installazione di una black box dotata di sensori IoT.

Infine, Enel in collaborazione con l’Università di Firenze, svilupperà una piattaforma per la telemedicina, il telemonitoraggio e l’analisi delle abitudini comportamentali dei pazienti da remoto, permettendo una maggiore continuità nelle cure mediche tramite l’uso di diversi sensori installati e/o indossati dal paziente o posizionati nell’ambiente.

 

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Stefano Zuccaro

Ragazzo di 22 anni, laureato in Ingegneria Industriale presso l'Università degli Studi di Catania. Appassionato di sport, tecnologia e smartphone con tanti sogni nel cassetto. Il suo motto? Mai arrendersi di fronte alle difficoltà!
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