Vintage Tech

Un’evoluzione esponenziale per i sistemi operativi dei dispositivi mobile

Era il 3 Aprile 1973 quando Martin Cooper, ricercatore presso il Bell Laboratories (New Jersey, USA), fece una chiamata attraverso il primo prototipo di telefono cellulare, un Motorola DynaTAC.

Da quel giorno sono passati anni e, a passo con l’avanzamento tecnologico che ha contraddistinto il nuovo millennio, i cellulari si sono evoluti nelle funzionalità, accompagnati da sistemi operativi che ne controllano l’utilizzo e interfacciano l’utente.

Il software alla base dei dispositivi mobili è stato, fino a tutto il secolo scorso, un programma realizzato per uno specifico telefono ed in grado di fornire un’interfaccia semplice all’utente per le chiamate ed i primi SMS.

Un sistema informatico che non prevedeva l’interazione con file multimediali e periferiche che era facile da gestire, quindi i telefoni cellulari erano programmati con sistemi operativi embedded, che riducevano i consumi e le risorse impiegate. Per questi motivi, i cellulari venivano progettati con menù e funzioni semplici e minimali, come impostare data e ora o impostare una suoneria polifonica tra le disponibili.

Nokia 3310

È dalla fine degli anni 90 che la praticità che offriva un cellulare, associata all’avanzamento tecnico che permetteva la creazione di periferiche o sensori di dimensioni ridotte, come le fotocamere digitali, portò gli sviluppatori delle società di telecomunicazioni a creare formule che riuscissero a massimizzare l’utilizzo di fotocamere o lettura di file multimediali.

Quindi, con l’avvicinarsi del ventunesimo secolo, il maggiore produttore di cellulari dell’epoca, Nokia, sviluppo il primo sistema operativo che avrebbe fondato le basi per i futuri sistemi, Symbian OS.

A fianco all’azienda finlandese, Microsoft e BlackBerry proposero le proprie versioni di sistemi operativi per l’utilizzo dei palmari: Microsoft sviluppò così la prima versione di Windows CE (successivamente denominato Windows Mobile), sistema operativo concepito per i Pocket PC, come il Dell AXIM x30; BlackBerry sviluppò il primo prototipo del BlackBerry OS per i propri dispositivi.

Le innovazioni che questi sistemi operativi, e le versioni successive, portano sono molteplici: tramite essi i dispositivi mobili sono riusciti a gestire file multimediali, fotocamere e videocamere integrate nell’hardware, sistemi di connettività (a partire dal Bluetooth per arrivare alle connessioni ad internet) e soprattutto gestire software da installare, come giochi o applicazioni utili, per rendere i cellulari sempre più simili ai personal computer. È con queste innovazioni che i cellulari diventano smartphone.

Fondamentale nell’evoluzione dei sistemi operativi fu il touchscreen, all’inizio resistivo e successivamente capacitivo, che permise agli sviluppatori di software di lavorare e fornire un’interfaccia semplice all’utente, così da riuscire a implementare un software controllato direttamente dallo schermo e non da tasti fisici, che ne limitavano la velocità e le modalità di selezione.

Symbian OS, Windows Mobile e BlackBerry OS hanno fatto la storia dei sistemi operativi sui dispositivi mobili e sono stati di ispirazioni per i sistemi operativi che oggi giorno controllano la maggior parte degli smartphone in commercio, cioè IOS e Androd.

IOS, sviluppato da Apple, venne presentato come sistema operativo del primo iPhone, il 9 Gennaio 2007, in versione 1.0. La creazione di un dispositivo, ed il relativo sistema operativo, capace di gestire un sistema di multitasking, ascolto di brani musicali come negli iPod e offrire una navigazione in rete all’avanguardia, portò Apple a diventare una delle più importanti aziende di sviluppo di dispositivo mobili e non solo.

IOS, continua ad oggi con la versione 12, ad essere il sistema operativo che Apple utilizza nei suoi dispositivi e nonostante le notevoli modifiche e l’ampliamento delle funzioni che gli smartphone sono in grado di gestire, la struttura grafica dell’interfaccia del sistema operativo Apple è rimasta sempre invariata.

Dall’altra parte Android, sviluppato da Google attraverso un consorzio (Open Handset Alliance, abbreviato OHA) con grandi produttori di smartphone come HTC o Samsung, operatori telefonici come T-mobile e produttori di microprocessori come Qualcomm, il 5 Novembre 2007 presentano ufficialmente il sistema operativo. Il primo smartphone a funzionare con Android fu l’HTC Dream.

HTC Dream

Android oggi è alla versione 9, denominata Pie, ed è tutt’ora impiegato nella maggior parte degli smartphone in mercato, grazie ad una progettazione nella quale risulta semplice modificare i parametri per fare in modo che esso si adatti a una moltitudine di dispositivi diversi.

A fianco a questi pilastri del settore della telefonia sono nati altri sistemi operativi, come Tizen o Firefox OS, tutti con la scopo di massimizzare le tecnologie che oggi e in futuro gli smartphone sono capaci di gestire.

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