Fibra e Rame

Modem libero, tutto quello che è successo dopo l’avvio della delibera

Con la delibera 348/18/CONS l’Agcom ha definitivamente omologato la normativa italiana al regolamento europeo 2015/2120 che ha sancito il diritto da parte degli utenti di utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta per l’accesso ad internet.

In virtù del provvedimento dell’Autorità, quindi, chi sottoscrive un contratto di attivazione di una linea internet può adesso scegliere liberamente il modem, senza essere vincolato a pagare, a rate o in un’unica soluzione, quello proposto dalla compagnia telefonica.

Fino all’entrata in vigore della delibera gli operatori telefonici includevano spesso la vendita del modem all’interno dell’offerta internet, comprendendo nel prezzo di base del servizio, o aggiungendo ad esso, la rata mensile relativa al pagamento del dispositivo. Pur possedendone uno compatibile con il servizio offerto, quindi, il consumatore era obbligato ad acquistare il modem proposto dal gestore.

Le nuove norme non solo vietano agli operatori di rifiutare il collegamento alla propria rete del modem scelto dal consumatore se esso rispetta gli standard previsti dalla legge, ma li obbligano anche a fornire le informazioni necessarie per la configurazione dell’apparato.

Il nuovo regime del “modem libero” non è stato immune da intoppi. Tim ha infatti presentato un ricorso al TAR del Lazio, con l’intenzione di sospendere in via cautelare gli effetti delle nuove norme in forza di un altro ricorso pendente sulla loro illegittimità la cui udienza si terrà il 23 Ottobre 2019. Il tribunale tuttavia ha confermato i termini di adeguamento predisposti dall’Agcom a prescindere da cosa sarà deciso ad Ottobre.

Dal 30 Novembre 2018, pertanto, Tim e tutti gli altri operatori che forniscono servizi di accesso ad internet, hanno dovuto predisporre offerte commerciali e informazioni contrattuali che fossero in linea con le nuove regole, e cioè che prevedessero la facoltà da parte del consumatore di utilizzare un modem di propria scelta.

Dal 31 Dicembre 2018, invece, l’adeguamento sarebbe dovuto entrare in vigore per i clienti che avevano già stipulato un contratto con l’utilizzo del modem a titolo oneroso. In tal caso le compagnie dovevano proporre un cambio d’offerta senza oneri per il cliente che preveda la fornitura del modem a titolo gratuito o in alternativa il recesso gratuito. Impugnando la sentenza del Tar sulla sospensione cautelare presso il Consiglio di Stato, Tim ha richiesto la disapplicazione di queste misure.

In effetti il Consiglio di Stato ha disposto la sospensione cautelare delle norme relativamente ai contratti in essere, accogliendo le ragioni di Tim in merito alle conseguenze dei mancati introiti, ma ha altresì invitato il TAR ad anticipare l’udienza sulla legittimità delle nuove misure per tutelare i clienti che stanno continuando a pagare il modem proposto da Tim.

L’Agcom si è accodato alla richiesta del TAR del Lazio, ma il 17 Gennaio 2019 il tribunale amministrativo ha respinto l’istanza in virtù del fatto che la data del 23 Ottobre 2019 rispondeva già alle esigenze dettate dall’ “estremo sovraccarico dei ruoli di udienza“ e che la questione non è causa di maggior urgenza rispetto ad altre, contrariamente a quanto sostenuto dal Consiglio di Stato.

Se per i nuovi contratti la questione è quindi risolta, per comprendere cosa accadrà ai contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della delibera dell’Agcom bisognerà attendere il 23 Ottobre 2019, data in cui chi paga già da tempo per un modem che non aveva richiesto capirà se sarà possibile una volta per tutte liberarsi dal tale vincolo.

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Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
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