Fibra e Rame

Fibra ottica: ecco le differenze tra le diverse tipologie e i bollini AGCOM

Secondo la Broadband strategy and policy, entro il 2020 tutti i pesi membri dell’Unione Europea dovranno avere accesso a una connessione domestica a banda larga; per raggiungere questo obiettivo le tecniche utilizzate sono molteplici e si adattano alle varie esigenze territoriali.

Per via dell’avanzamento tecnologico esponenziale, le reti ADSL (Assimetric Digital Subscriber Line) che utilizzano il classico doppino di rame, quello delle linee telefoniche, per scambiare dati con la centrale locale, risultano oramai obsolete. Il cavo in fibra ottica, che sta cablando tutto il Paese, per le sue proprietà fisiche permette invece un trasferimento dei dati lungo il cavo a una velocità assimilabile a quella della luce.

Per implementare al meglio questa tecnologia e soddisfare le diverse esigenze è possibile installare e offrire le linee in fibra ottica in diversi modi.

Una prima soluzione è quella della FTTE (Fiber To The Exchange), un’architettura che prevede il cablaggio della linea in fibra ottica fino ad una cabina distante anche diversi chilometri dall’abitazione collegata. In questa infrastruttura, il collegamento tra l’abitazione e la cabina rimane con un tradizionale cablaggio in rame, che degrada la linea e ne limita la velocità finale.

Un passaggio successivo è quello che si ottiene installando un sistema FTTC (Fiber to the cabinet). A differenza del metodo precedente, la soluzione FTTC risulta essere posizionata più vicina ai locali che vi si collegano. Questa soluzione non fa altro che aumentare il numero di cabinet presenti in una zona per limitare la lunghezza del cavo di rame che effettivamente arriva nelle abitazioni così da compromettere il meno possibile la linea.

Esempio di cablaggio di tipo FTTH

Il passaggio finale prevede quelle connessioni che arrivano direttamente al domicilio, riassumibili nella tecnologia FTTH (Fiber to the home). Quest’ultima infrastruttura prevede che la connessione in fibra ottica sia cablata all’interno dell’abitazione che ne usufruisce, così da eliminare totalmente  il doppino di rame e offrire la massima velocità che queste reti possono supportare. A fianco di questa tecnologia vi è anche la FTTB (Fiber to the building), che invece di far collegare una singola abitazione collega un edificio interamente in fibra ottica.

Come si è potuto notare, le linee di fibra ottica, e più in generale i metodi di connessione ad internet, sono molteplici e si dividono in base alla velocità massima che possono offrire. Per questo motivo l’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha deliberato, il 26 Febbraio 2018, un sistema di denominazione ufficiale per queste tipologie di infrastrutture divise attraverso un criterio di velocità offerta e suddivise per colore.

Dapprima vi sono le infrastrutture a bollino verde denominate “Fibra” (F), cioè i cablaggi di tipo FTTH e FTTB.

Successivamente si trovano le infrastrutture a bollino giallo denominate “Misto Fibra Rame” (FR), cioè quelle tecnologie del tipo FTTC, FTTE, e FWA (Fixed Wireless Access), con accesso ad internet attraverso connessioni in fibra fino ad un ripetitore radio.

Infine, si trovano le infrastrutture a bollino rosso denominate “Rame” (R), vale a dire quelle connessioni interamente cablate in rame che supportano le connessioni ADSL.

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