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La doppia veste di Kena Mobile e ho.: virtuali puri o “semivirtuali” di Tim e Vodafone?

Kena Mobile e ho. Mobile sono i due marchi creati rispettivamente da Tim e Vodafone per ampliare l’offerta delle tariffe telefoniche low cost e per contrastare allo stesso tempo la strategia commerciale utilizzata dal nuovo operatore Iliad, che ha causato una pressione competitiva sui prezzi.

Sia Kena Mobile che ho. rientrano nella categoria degli operatori virtuali. Esistono diverse tipologie di virtuali, distinte a seconda di come il servizio viene gestito.

Entrambi i brand lanciati da Tim e Vodafone hanno fatto richiesta per ottenere la licenza ad operare come Full MVNO, cioè da operatori che gestiscono interamente i servizi di telefonia cellulare, ma che si servono comunque della rete di accesso degli operatori di telefonia italiani che possiedono una rete di proprietà

Il lancio di Kena è avvenuto prima del debutto di Iliad, precisamente a fine Marzo 2017, e si è da subito caratterizzato per la ricerca di un target diverso di cliente. Tim ha così differenziato la proposta per la telefonia mobile, da una parte continuando tramite il brand storico con il tipo di offerte che l’hanno sempre caratterizzato e dall’altra attraendo la clientela più sensibile ai prezzi delle tariffe grazie alle offerte più “generose” di Kena.

Il Full MVNO di Tim è un virtuale gestito da Nòverca, società di telecomunicazioni a sua volta controllata al 100% da TIM. In prossimità del suo lancio il Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico gli ha assegnato il prefisso +350 (con decadi 0,1 e 5). Il seriale della SIM Kena inizia con “893907”. Inizialmente Kena Mobile ha utilizzato la rete Tim in tecnologia GSM, GPRS, EDGE, UMTS, HSDPA e solo da Ottobre 2018 l’operatore offre il 4G in tecnologia LTE.

Quanto a Vodafone, la creazione di un secondo brand era stata già preannunciata sin dalla seconda metà del 2016, quando il nome di Iliad aveva cominciato a circolare. L’operatore rosso ha deciso, a differenza di Tim, di attendere le prime mosse di Iliad per lanciare il suo operatore virtuale tramite la società interamente controllata Vei srl. Ho. utilizza la rete Vodafone in tecnologia GSM, GPRS, EDGE, UMTS, HSDPA e LTE (quest’ultima con alcune limitazioni).

Ho. Mobile ha debuttato il 22 giugno 2018 e sin dai primi istanti ha fatto sorgere dei dubbi sulla sua reale identità. L’operatore ha ottenuto la licenza dal Ministero dello Sviluppo Economico ad operare come Full MVNO e ad utilizzare il prefisso +379 (con decadi 1,2), ma l’utilizzo del prefisso +377 assegnato ai virtuali di tipo MVNO ESP di Vodafone e la presa in prestito dello stesso Mobile Network Code di quest’ultima nel seriale delle sim ha sollevato dei punti interrogativi circa la natura di ho.

Aspetti tecnici a parte, sia ho. che Kena sono stati inclusi dall’Osservatorio trimestrale dell’Agcom nel conteggio delle sim attive delle loro due compagnie di riferimento. Nelle stime ufficiali quindi la base clienti di Vodafone e Tim risulta aumentata di oltre un milione (ossia di circa un punto percentuale in più), grazie all’accumulo delle sim dei due operatori virtuali. Ciò di fatto contribuisce a ridurre l’effetto statistico delle portabilità in uscita a vantaggio di Iliad.

Tale esito potrebbe indurre a definire i due secondi brand come “semivirtuali” delle rispettive compagnie di appartenenza, secondo quanto osservato da MondoMobileWeb.

È una condizione che si lega indubbiamente alla natura della proprietà di entrambi, ma che va tenuta in considerazione per effettuare una lettura corretta dell’evoluzione del mercato della telefonia in Italia. Da una parte quindi Kena e ho. propongono offerte di diverso tipo, dall’altra però, a conti fatti, confluiscono nella sfera di appartenenza delle società che li hanno portati alla luce.

 

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Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
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