5G nel MondoTelco

La mancata fusione tra Vodafone e TPG potrebbe ritardare lo sviluppo del 5G in Australia

L’8 Maggio 2019, la commissione australiana per la concorrenza e il consumatore ha negato la fusione tra TPG e Vodafone Australia. Anche le attività di TPG e Vodafone riguardo l’implementazione della rete 5G dovranno quindi interrompersi, salvo eventuali cambiamenti, con il rischio di un relativo rallentamento nell’introduzione del 5G.

VHA (Vodafone Hutchison Australia), azienda di telecomunicazioni che gestisce il marchio Vodafone in Australia, e TPG Telecom, nell’Agosto del 2018 hanno annunciato l’intenzione di avviare un processo di fusione. Questa intenzione ha portato, da parte delle aziende, ad acquistare lo spettro mobile dedicato alle reti 5G in maniera congiunta.

Come afferma l’ACCC (Australian Competition & Consumer Commission), le aziende sono tra i principali operatori di telefonia: i tre operatori principali di rete mobile, cioè Optus, Telstra e, appunto, Vodafone Hutchison Australia, dispongo di oltre l’87% della quota di mercato; mentre, per la telefonia fissa, Optus, Telstra e TPG dispongono di circa l’85% della quota di mercato.

La fusione tra due grandi aziende della stesso settore del calibro di Vodafone Australia e TPG, in un mercato non particolarmente vivace come quello australiano, rischierebbe di ridurre notevolmente la concorrenza del settore, ai danni del consumatore. Principalmente per la motivazione appena descritta, l’ACCC si è opposta alla fusione, dichiarando che tale sodalizio non solo ridurebbe la concorrenza nella fornitura di servizi mobili, ma impedirebbe inoltre a TPG di entrare in scena come quarto operatore di rete mobile, aumentando la concorrenza a vantaggio dei consumatori.

In merito alla decisione della commissione si è espresso Rod Sims, Presidente dell’Australian Competition & Consumer Commission:

“TPG è la migliore possibilità che l’Australia possiede per un nuovo operatore di rete mobile che voglia entrare nel mercato, e questa è probabilmente l’ultima possibilità che abbiamo per una più forte concorrenza nella fornitura di servizi mobili”

Oggi, 9 Maggio 2019, attraverso un comunicato stampa, Vodafone si è espressa contraria alle decisioni prese dalla commissione, annunciando di fare ricorso presso il tribunale federale.

In merito alla delibera promulgata da Vodafone, che intende agire per vie legali, si è espresso Iñaki Berroeta, amministratore delegato della Vodafone Hutchison Australia:

“VHA rispetta il processo ACCC, ma riteniamo che la fusione con TPG porterà vantaggi reali ai consumatori. Abbiamo quindi deciso che VHA dovrebbe, insieme a TPG, perseguire l’approvazione della fusione attraverso il Tribunale federale […]. Il mercato mobile australiano ha prodotto alcuni dei migliori risultati per i consumatori di qualsiasi paese dell’OCSE. La fusione offre un’opportunità unica per VHA e TPG di combinare le loro risorse complementari. La fusione creerebbe un’entità in grado di competere in modo più aggressivo in questo mercato altamente competitivo rispetto al VHA o al TPG. È deludente che l’ACCC non la veda in questo modo.”

Per consentire alla Corte federale di disporre una decisione riguardo la vicenda, l’accordo di fusione è stato inoltre prorogato fino al 31 Agosto 2020, come affermato da Vodafone Australia.

Questa situazione di instabilità provocherà però un rallentamento all’avvio del 5G. Fino a che la Corte Federale non dichiarerà la sua posizione, le aziende, impegnate nella battaglia legale, non potranno congiuntamente offrire le nuove reti 5G che stanno per essere inserite a livello mondiale, sprecando tempo prezioso nel momento in cui lo sviluppo 5G è in atto. Quindi, il futuro del mercato delle reti in Australia potrebbe prevedere o 3 aziende, con la fusione tra TPG e Vodafone, o 4 aziende, con TPG entrante nel mercato come nuovo competitor.

Secondo alcuni esperti di telecomunicazioni, gli assets in mano a TPG avrebbero potuto accelerare lo sviluppo della rete 5G di Vodafone in Australia. Il rischio, adesso, è che anche la recente joint venture nata con l’acquisto delle frequenze nel 2018 possa risultare profondamente compromessa dalla decisione dell’ACCC.

L’Autorità per la concorrenza australiana, infatti, nella sua nota ufficiale ha sottolineato che la joint venture in corso per detenere le frequenze della banda 3,6GHz di Vodafone e TPG non potrà concludersi senza la fusione tra le due parti.

E se anche Vodafone volesse effettivamente invocare la Corte Federale, sperando nell’approvazione della fusione, il ritardo causato alle due aziende potrebbe avere interessanti ripercussioni sullo sviluppo del 5G in Australia. Come sopra accennato, Vodafone ha reso noto che l’accordo per la fusione sarà adesso esteso al 31 Agosto 2020, così da permettere alla Corte di giudicare il caso in questione. Come noto, però, in un’industria globale in rapida evoluzione come quella delle telecomunicazioni, uno slittamento (seppur di modesta entità) può provocare danni non indifferenti.

Via
news.com Australia
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Simone Allegra

Studente presso la facoltà di Ingegneria all'università di Catania, è sempre stato appassionato del mondo dell'informatica, dell'elettronica e delle telecomunicazioni, sperando di condividere con tutti al meglio le sue conoscenze e le sue passioni.
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