TelcoVodafone

Vodafone cede il business in Nuova Zelanda per ridurre la leva finanziaria: nuovo focus sull’Europa?

Vodafone Group ha ufficialmente confermato la vendita di Vodafone Nuova Zelanda a un consorzio di investimento per un totale di 2,1 miliardi di euro, con lo scopo, dichiarato dal CEO Nick Read, di ridurre la leva finanziaria.

La notizia era stata diffusa inizialmente tramite un comunicato stampa e in seguito confermata nella conferenza live del 14 Maggio 2019 per la presentazione dei risultati finanziari.

La cessione, a favore di Infratil Limited e Brookfield Asset Management, si concluderà con un accordo di Partner Market, in cui Vodafone permetterà l’utilizzo del suo marchio a VFNZ, garantendo anche condizioni di roaming privilegiate, l’accesso alla piattaforma globale IoT e altri servizi per i mercati privato e business.

Il prezzo fissato da Vodafone è simile a quello già stabilito in passato durante le trattative con Sky Network Television, che erano state ostacolate dall’Autorità competente neozelandese.

La notizia della vendita del Business di Vodafone in Nuova Zelanda giunge a pochi giorni di distanza dall’opposizione dell’ACCC (l’Autorità australiana) alla fusione tra Vodafone Hutchison e TPG in Australia, per un valore di circa nove miliardi di euro.

Si potrebbe dunque evincere un interesse del Gruppo Vodafone nel concentrarsi maggiormente all’interno dell’Unione Europea. Come affermava Nick Read, infatti, un aspetto estremamente rilevante della strategia del Gruppo è quello della gestione attiva del suo vasto portafoglio globale.

Anche la vendita di Vodafone Qatar nel 2018, la cessione della partecipazione in Kenya nel 2017 e la vendita del 5% della partecipazione in Vodacom potrebbero confermare tale ipotesi.

Al contrario, invece, in Europa il presidio del Gruppo resta solidissimo: Vodafone è uno degli operatori leader in Regno Unito, Germania, Italia e Spagna, ma è anche attiva in Grecia, Portogallo, Ungheria, Romania, Egitto e Turchia.

Contestualmente all’impegno finanziario nel mercato indiano con la fusione e la nascita del colosso Vodafone Idea (che cerca di inseguire adesso le prime sinergie commerciali e di costo), l’azienda ha anche puntato sull’acquisizione di alcuni assets strategici di Liberty Global in Europa, e nello specifico in Germania, Romania, Repubblica Ceca e Ungheria.

Si potrebbe dunque concludere che Vodafone stia monitorando il suo portafoglio globale con lo scopo di misurare più attentamente i suoi investimenti fuori dai principali mercati in cui opera. Tuttavia, è necessario ricordare che l’azienda tendenzialmente adopera un sistema di partner markets (come quello a cui si è accennato precedentemente per Vodafone NZ) che la spinge a ricercare accordi anche con le nuove realtà che subentrano.

Vodafone Europa
I Paesi in cui Vodafone è attualmente attiva direttamente o tramite partner markets.

Con il motto “grandi da soli, migliori insieme”, la strategia di Vodafone le permette di ottenere accesso alle reti di molti Paesi in tutti i continenti, firmando accordi per condizioni di roaming privilegiate e fornitura di servizi e soluzioni. Inoltre, spesso l’operatore permette di utilizzare il proprio brand anche in mercati in cui non è effettivamente presente con una quota maggioritaria.

L’operatore risulta infatti attivo in buona parte dell’Europa, in diversi stati dell’Africa centrale e meridionale, in India, in Australia, e, ancora per poco, in Nuova Zelanda.

Ma le operazioni tramite partner markets le permettono di coprire il Canada, parte del Sud America (Cile, Argentina e Perù) e il Nord Europa.

In quest’ottica, dunque, a contrarsi non sarebbe il portafoglio globale, ma più semplicemente la quota di investimento nei singoli paesi che, comunque, continuano ad essere raggiunti dall’operatore rosso.

Via
GlobalData
Tag

Alberto Ferrante

Al termine del suo percorso di studi, ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, trattando di cronaca, tecnologia, cultura, cinema, politica e finanza. Grande amante di cinema e letteratura, ha trovato con la redazione con cui collabora dal 2017 la possibilità di affrontare nuovi interessanti argomenti.
Back to top button