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Antitrust, il suo intervento nei confronti di Sky dopo l’acquisizione di un ramo di Mediaset Premium

Dopo aver raccolto le informazioni e controllato quelle già in suo possesso, l’Antitrust ha deciso di intervenire  nel caso dell’acquisizione da parte di Sky di alcuni contenuti di R2, la piattaforma digitale appartenente al gruppo Mediaset Premium.

In un comunicato stampa del 22 maggio 2019 l’AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha reso noto di aver concluso, in data 20 maggio 2019, la sua indagine  relativa alla volontà del gruppo Sky Italian Holding S.p.A. di acquistare alcuni asset presenti tra i contenuti a pagamento di Mediaset Premium S.p.A..

L’esito di tale analisi è il seguente: accorpando, con questa operazione, i contenuti di R2, Sky ha ottenuto una posizione di netto vantaggio nel mercato dei servizi della televisione a pagamento.

A seguito del presente accorpamento, Mediaset Premium non è più in grado di esercitare una pressione concorrenziale, come ha sempre fatto negli ultimi anni, perché ridotta o, addirittura, del tutto eliminata in maniera duratura.

Gli effetti sono irreversibili, secondo l’Autorità: la competizione tra la suddetta azienda e il gruppo Sky non è stata ripristinata nonostante la restituzione della società R2 S.r.l. alla società Mediaset.

Sono stati coinvolti, inoltre, non solo le due aziende operanti in questo mercato ma anche in quelli connessi ad esso.

L’Antitrust, infatti, spiega come una operazione del genere ha messo a rischio non solo il settore della fornitura all’ingrosso di canali televisivi commerciali per la televisione a pagamento e i suoi possibili sotto-segmenti (basic e premium), ma anche quello della licenza dei diritti di trasmissione di contenuti audiovisivi e i suoi diretti connessi.

Per i motivi dunque illustrati, l’Antitrust ha deciso di imporre, per un periodo della durata di tre anni, delle misure indirizzate verso il ristabilimento della concorrenza nel mercato della televisione a pagamento.

In particolare, il provvedimento consiste in un divieto, per il gruppo Sky Italian Holding S.p.A., di redigere accordi di esclusive per quanto riguarda i contenuti ed i canali tradizionali (quelli organizzati secondo un palinsesto, quindi), per le piattaforme internet in Italia.

In questo modo, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato spera che il confronto tra le aziende possa essere restaurato in maniera leale per garantire, con il tempo, una nuova pressione dovuta alla competizione potenziale nel mercato delle offerte televisive a pagamento tramite le piattaforme Internet.

Questo dovrebbe portare, in una prospettiva più ampia, ad una riduzione dei prezzi per i consumatori e un aumento dei contenuti offerti alla suddetta clientela che ne usufruirebbe.

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Paola Gentile

Studentessa di Lettere Classiche cresciuta a pane, videogiochi e letteratura. Da sempre innamorata delle scienze e appassionata scrittrice, sogna di lasciare un segno positivo nel mondo e nelle persone
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