Tecnologia

Scandalo Qualcomm: l’Antitrust americano segnala concorrenza sleale e l’azienda perde la causa

Nella giornata del 22 Maggio 2019, il Giudice Lucy Koh ha emesso il verdetto sulla causa contro la concorrenza sleale posta in essere da Qualcomm: il monopolio sullo sviluppo delle antenne nei chipset di Qualcomm infrange le sezioni 1 e 2 dello Sherman Act, pertanto le pratiche di commercializzazione dovranno essere rivisitate.

La causa contro Qualcomm ha avuto origine il 17 Gennaio 2017. Secondo il reportage dell’Autorità americana di Antritrust FTC, i prezzi per la vendita dei diritti di utilizzo della parte modem, adoperata nei microprocessori dell’azienda, sarebbero troppo elevati, penalizzando molte aziende che ne richiedono l’utilizzo per i brevetti wireless dei propri prodotti e gli utenti finali, in quanto il costo dei prodotti finali ne esce di conseguenza rialzato..

Già in passato, Qualcomm ha avuto problematiche legate alla vendita dei diritti di utilizzo della parte wireless: dal mese di Gennaio al Marzo del 2019, l’azienda è stata chiamata in tribunale da Apple perché il prezzo dei chipset modem 4G LTE sarebbe stato troppo elevato, forzando l’azienda di Cupertino a ricorrere ai processori Intel, i quali non avrebbero avuto il supporto alle reti 5G se non nel prossimo anno, nel 2020.

L’azienda di San Diego, in tribunale, ha affermato di essere contraria alla decisione espressa dalla corte. Secondo quanto riportato dal quotidiano cartaceo Il Sole 24 Ore del 23 Maggio 2019, il titolo dell’azienda sarebbe crollato del 12%, causando uno smacco a Qualcomm, la quale “si trova in disaccordo con le conclusioni, l’interpretazione dei fatti e l’applicazione della legge”.

Secondo la magistratura, però, la pena da infliggere a Qualcomm non può essere alleggerita da tali affermazioni, in quanto, confrontando le e-mail e i testi dei testimoni a supporto dell’azienda, esse mancherebbero di credibilità.

Nella relazione pubblica, stilata da Rohit Chopra sotto supervisione del giudice Lucy Koh, viene espresso quanto segue:

Qualcomm produce la parte modem dei chipset, un componente chiave per ogni smartphone oggi sul mercato. I chipset modem consentono agli smartphone di comunicare con le apparecchiature di rete cellulare utilizzando gli standard del settore come il 4G LTE. Senza la tecnologia modem standardizzata in tali chipset, i nostri smartphone non sarebbero in grado di comunicare tra loro. Qualcomm ha accettato di concedere in licenza i propri chipset modem a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, quando è stato scelto come standard del settore. Anziché attenersi a questi termini, Qualcomm ha sfruttato illegalmente la propria posizione per mantenere il monopolio sui suoi chipset. L’azienda ha frenato la concorrenza, rifiutandosi di concedere la licenza ad altri produttori di chipset e quindi ha forzato e imposto il pagamento di commissioni eccessive, dettando la politica scorrretta del “nessuna licenza, nessun chip.

La dichiarazione riassume tutti i punti esposti dalla Federal Trade Commission nella causa contro Qualcomm. Stando a quanto riportato dalla corte, l’azienda dovrà adesso concedere ad un prezzo ragionevole i diritti di utilizzo dei propri chipset modem, riavviando le pratiche di commercializzazione con  i partner con i quali collabora.

Inoltre, Qualcomm dovrà sottostare ad una supervisione di sette anni per ordine della magistratura, per garantire quanto più possibile l’applicazione di tale verdetto finale.

Via
Il Sole 24 oreFederal Trade Commission
Fonte
Federal Trade CommissionFederal Trade Commission
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Salvatore Vitale

Le passioni per i romanzi moderni, la letteratura italiana e i videogames accomunano il suo desiderio impellente di raccontare, informare, scrivere. Che sia passione o professione, dare il massimo serve al fine di unire ambizione a realtà. Proiettarsi nel futuro? Diffidate dalle fake news!
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