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Non si muore per un panino, la protesta dei fattorini di Glovo davanti alla sede di Milano

La scritta fatta con una bomboletta spray, comparsa a terra davanti alla sede Glovo di Milano, in Viale Monza, è segno di una protesta dei riders precari, questi chiedono così alla società maggiori diritti e più sicurezze in ambito lavorativo.

I “Glovers“, chiamati così i fattorini indipendenti locali collegati alla piattaforma Glovo su smartphone (sia Android che iOS), si occupano della consegna di ordini con una disponibilità di 24 ore al giorno e 7 giorni su 7.

La gamma di richieste può variare, con dei limiti di peso e dimensioni: è possibile acquistare qualcosa da un ristorante o un negozio già partner della società e farlo arrivare all’indirizzo desiderato; si può, anche, inviare qualcosa, selezionando un punto di ritiro e uno di consegna; infine, descrivendo il prodotto desiderato, Glovo fa le ricerche per il cliente e lo manda tramite corriere.

Sul marciapiede antistante gli uffici della suddetta multinazionale spagnola, la scritta in bianco, riportante le parole “Non si muore per un panino”, sarebbe un riferimento ai tre fattorini, in Europa, morti durante un turno di consegne per altrettante società quali Glovo, Deliveroo e Ubereats.

Protesta fattorini Glovo
Foto pubblicata sulla pagina Facebook Deliverance Milano

 

Questo atto, reso noto dal quotidiano MilanoToday.it il 1° Giugno 2019 e dalla pagina Facebook Deliverance Milano, fa parte della protesta di un gruppo di riders che milita a favore dei diritti dei lavoratori e contro le condizioni precarie che coinvolge tale settore delle consegne.

Gli attivisti lamentano il fatto che non esistano garanzie né assistenza né nei confronti dei fattorini stessi o delle famiglie dei dipendenti morti per incidenti durante il turno di lavoro, lasciate sole senza giustizia o supporto. Ribadiscono, inoltre, come la colpa degli infortuni non sia soltanto la loro, i quali vengono accusati di non rispettare le norme del codice della strada, ma dell’applicazione attraverso la quale si effettuano gli ordini e che regola i ritmi delle consegne fatte sotto il “ricatto della precarietà“, come affermano su Facebook.

Glovo è presente in molti stati, sia europei che non, tra i quali Spagna, Italia, Portogallo, Francia, Argentina, Cile, Bolivia e Perù. I suoi riders effettuano consegne tramite biciclette o motorini di loro proprietà per essere agevolati nel traffico cittadino.

Sui prodotti che vengono trasportati esiste una commissione di gestione e consegna che dipende da vari fattori come il loro costo, la distanza da percorrere (più è breve e meno si paga) e, nelle città che prevedono il servizio h24, un supplemento del 7% al prezzo di ciascun articolo in caso di consegna notturna. I fattorini non possono richiedere mance anche se, comunque, possono accettarle e dipendono dalla volontà del cliente che riceve la consegna o desidera effettuare un ordine.

 

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