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Tim firma l’Accordo di confidenzialità per la rete unica. Ufficialmente avviate le trattative

Il progetto della rete unica che Tim e Open Fiber stanno portando avanti continua ad essere apprezzato dagli investitori della società di telefonia. Come accade ogni volta che la questione ingenera sufficienti quote di certezza, il titolo di Tim si offre a prestazioni positive. 

È così che venerdì 21 Giugno 2019 i mercati hanno accolto la notizia dell’Accordo di confidenzialità sottoscritto da Tim, Cassa Depositi e Prestiti ed Enel. L’intesa ha chiuso la serie di incontri che era stata avviata ufficialmente il 5 Febbraio 2019 tra i vertici di Tim e quelli di Open Fiber e che aveva ad oggetto la valutazione di “possibili sinergie e collaborazioni” e l’individuazione di team di lavoro e di un’agenda.

A più di quattro mesi di distanza le parti dichiarano che da ora in poi approcceranno al progetto della rete unica con “la più stretta confidenzialità”.

Proclami a parte, la nota fatta circolare da Tim conferma che ora al tavolo dei negoziati verranno portati i temi chiave dell’operazione: la verifica di fattibilità, le relative modalità, il perimetro di attività oggetto di un possibile accordo e la governance.

Ciò che emerge dalle informazioni ufficiali è che le valutazioni sulle possibili forme di integrazione tra la rete Tim e quella di Open Fiber riguardano esclusivamente la fibra ottica. Gli assets di diversa tecnologia non rientrerebbero dunque nell’agenda di lavoro.

Con la Cassa Depositi e Prestiti controllata per l’83% dalla mano pubblica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, da sempre favorevole ad evitare le duplicazioni provocate dallo sviluppo delle due reti, e con Tim che sta cercando di superare le posizioni divergenti dei soci sul progetto di fusione, l’Enel, azionista alla pari di Open Fiber con Cdp, potrebbe giocare un ruolo determinante nella definizione dell’accordo.

La complessità dell’accordo e le diversità tra le parti potrebbe indubbiamente allungare i tempi delle trattative, che, come sostiene il quotidiano economico finanziario Milano Finanza, potrebbero protrarsi anche fino alla primavera 2020.

I risultati raggiunti da Tim saranno discussi all’interno del Consiglio di Amministrazione del 27 Giugno 2019, il quale potrebbe riunirsi il 1° Agosto per prendere una decisione sui termini dell’accordo.

Alle questioni legate alle risorse digitali potrebbero aggiungersi anche quelle che riguardano le attività finanziarie collegate alle società partecipanti. Ciò che sembra più probabile è che Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe, attraverso un rapporto di concambio, scambiare la quota detenuta attualmente in Open Fiber con nuove altre azioni di Tim. Questo significherebbe per la Cassa superare il 10% del capitale di Tim attualmente in suo possesso.

Enel potrebbe invece decidere di monetizzare la quota detenuta in Open Fiber. Per quest’ultima, inoltre, potrebbe prospettarsi una fusione con la Flash Fiber, la società di vendita all’ingrosso dei servizi internet, controllata da Tim e Fastweb rispettivamente all’80% e al 20%.

Non è escluso, infine, che la partecipazione al capitale della società che gestirà l’intera infrastruttura digitale potrebbe essere aperta anche ad investitori terzi. È un’ipotesi, presentata dagli analisti di Equita, che risparmierebbe a Tim l’onere di sostituire lo sforzo di Enel, se quest’ultima dovesse decidere di ritirarsi dal progetto.

Quello che però ora è certo è che il progetto di fusione delle due infrastrutture entra nella sua fase ufficiale di valutazione e che tra i fattori che hanno maggiormente contribuito c’è la normalizzazione dei rapporti tra Elliott e Vivendi (i due soci principali di Tim, ndr) che proprio in merito alla rete unica hanno cambiato radicalmente l’indirizzo della società.

Via
Milano Finanza
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Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
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