5G in Italia

Gli italiani sono tra i più entusiasti per l’arrivo del 5G? Secondo uno studio Ericsson si

Gli italiani guardano con grandi aspettative al 5G. A renderlo noto è il rapporto dell’Ericsson ConsumerLab “5G Consumer Potential”, uno studio basato sulle interviste fatte ad un pubblico di un milione di utenti che usano costantemente internet provenienti da 22 Paesi diversi e di età compresa tra i 15 e i 69 anni.

Secondo l’indagine di Ericsson l’attesa nei confronti della nuova tecnologia è caratterizzata da una polarizzazione delle opinioni a causa di chi pensa che il 5G possa avvantaggiare più le imprese che i consumatori e che non sia possibile al momento intravedere dei casi d’uso che possano giovare alla vita dei consumatori.

Con l’obiettivo di dare maggiore realismo alle previsioni sul 5G e di sfatare i miti che ne anticipano la sua completa realizzazione, Ericsson ha pubblicato i dati delle sue ricerche. L’indagine statistica permette di formulare delle considerazioni di rilievo sui dati sorprendenti sul panorama.

5G

Innanzitutto l’Italia è il quarto Paese tra i 22, dopo Cina, Sud Corea e Stati Uniti, per livello di consapevolezza circa l’impatto e le potenzialità del 5G. Gli italiani si aspettano di avere il nuovo standard di rete già alla fine del 2020. Se quindi i dati confermano il notevole livello delle aspettative sui vantaggi del 5G, è anche vero che un’attesa maggiore non sarebbe particolarmente apprezzata.

Una motivazione di questo ottimismo risiede nella necessità di superare i problemi di congestione della rete internet che ricorrono in luoghi particolarmente sovraffollati e nell’opportunità che il 5G rappresenta per le aree meno fornite di poter assicurare un servizio finalmente all’avanguardia.

Come osserva anche l’Agi, l’impazienza potrebbe essere un fattore consolidato anche a roll out del 5G avvenuto. Il 40% dei consumatori italiani non sarebbe disposto a concedere più di sei mesi al proprio operatore telefonico per adeguarsi al 5G.

Il 14% sarebbe disposto invece sin da subito ad attivare la sim di un altro operatore pur di sfruttare i vantaggi della nuova rete. Per molti, inoltre, il 5G potrebbe essere anche una buona occasione per abbandonare il contratto di fornitura domestica di internet. Il gestore più tempestivo nel lanciare offerte telefoniche potrebbe così accaparrarsi una buona quota commerciale all’apertura del mercato.

Di sicuro le società del settore dovranno tener conto di un presupposto imprescindibile. Resta prioritario sopperire all’ingente quota di denaro impegnata per acquistare i diritti d’uso delle frequenze. Al termine dell’asta il Ministero dello Sviluppo Economico ha incassato 6,5 miliardi di euro dalle compagnie telefoniche.

A fronte di questo le società dovranno misurare alcune tendenze importanti. Se, come sostiene lo studio di Ericsson, il 69% degli italiani fosse disposto a pagare fino al 30% in più una tariffa per un’offerta 5G al fine di accedere a servizi più innovativi e che garantiscono una maggiore velocità, il recupero dell’investimento potrebbe essere più agevole. Una drastica riduzione dei prezzi, che scatenerebbe un’ondata di concorrenza simile a quella registrata negli ultimi anni sulle tariffe dei servizi 3G e 4G, ridurrebbe al contrario le possibilità di poter sperare in un qualche margine di guadagno.

Ma i pronostici su come andranno le cose a 5G pienamente avviato possono ridursi per ora solo a tentativi fantasiosi. Ciò che attira l’attenzione sulla nuova rete sono soprattutto le possibilità che essa concederà, ad esempio, a chi si servirà sempre più dei dispositivi per la gestione della casa, posseduti nell’ordine della decina da parte del 30% degli italiani, e a chi attende le innovazioni che apporterà nel campo della sanità, solo per citare due degli ambiti di applicazione delle tecnologie 5G.

Via
Agi.it
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Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
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