5G in Italia

Movimento 5 Stelle, un video per mettere fine alle fake news sugli effetti del 5G sulla salute

Anche il Movimento 5 Stelle interviene nel dibattito sugli effetti per la salute delle nuove tecnologie utilizzate dal 5G. In un video pubblicato sui social, la deputata Mirella Liuzzi ha divulgato la versione dei fatti del movimento sul tema della rete di quinta generazione, per mettere fine alle presunte falsità che ne starebbero caratterizzando l’arrivo.

A fronte della discussione innescata dalle nuove tecnologie di cui si servirà il 5G e alimentata dai sospetti sulla possibile crescita dei tumori, l’onorevole Liuzzi risponde nel video a una serie di domande per spiegare “bene come stanno le cose”. Il video è stato pubblicato anche dai colleghi di 4fan.it.

La prima domanda riguarda la presunta maggiore esposizione ai campi elettromagnetici che, secondo Liuzzi, non si verificherà. I valori dei campi elettromagnetici sono infatti stabiliti per legge. In Italia, come la deputata mostra attraverso una tabella, i limiti sono abbondantemente al di sotto delle soglie degli altri Paesi europei.

Dinanzi ad un limite di emissioni elettromagnetiche che in Italia è di 6 Volt/metro per i luoghi che si stima la popolazione frequenti per più di 4 ore al giorno, in Francia e in Germania c’è un valore di 58 V/m e negli Stati Uniti di 61 V/m. Chi in Italia certifica il rispetto di tali soglie sono le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, le Arpa.

Basta Fake News

È però proprio a causa di questi valori molto bassi che in Italia è necessaria una maggiore densità degli impianti di telefonia mobile. Il 5G inoltre utilizzerà anche bande ad alta frequenza (come ad esempio la banda a 26 Ghz), che presentano una lunghezza d’onda più bassa e che richiedono quindi una distanza più breve tra un’antenna è l’altra.

È infatti l’utilizzo fino ad oggi mai sperimentato di queste frequenze, insieme all’alta densità degli impianti che le trasmetteranno, ad interrogare parte della comunità scientifica.

Nel video l’on. Liuzzi sostiene che gli effetti delle emissioni 5G siano già note e che non ci sia motivo di allarmarsi:

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già studiato gli effetti dei campi elettromagnetici anche relativamente alle frequenze utilizzate dal 5G. Quello che dovete sapere è che le frequenze del 5G saranno in gran parte quelle utilizzate dal digitale terrestre, quelle che permettono di vedere la tv. Sono frequenze di cui già si ha conoscenza e che fanno parte della vita quotidiana già da tempo.

Sul presunto rischio di aumento dei tumori la parlamentare esclude qualsiasi possibilità, proprio in virtù dei valori che in Italia la legge stabilisce per le emissioni elettromagnetiche.

Le ricerche che sono in corso per valutare i possibili danni sono innumerevoli. Ce ne è per tutte le versioni e la stessa comunità scientifica è divisa sugli effetti dell’esposizione a frequenze, come quelle non ionizzanti, considerate da sempre non nocive.

Pertanto urge un continuo riesame delle ricerche già effettuate e un monitoraggio costante dell’impatto che genereranno la mole incalcolabile di dispositivi interconnessi che popoleranno le strade, le case e le aziende.

Come altri studi hanno dimostrato nel campo scentifico, con la ricerca non si può utilizzare un approccio troppo selettivo. Peraltro in molti stati europei la politica sta continuando a cercare delle risposte. È una scelta audace, soprattutto se si considera che i ritardi nel 5G possano compromettere la competitività e la parità tecnologica con altri Paesi.

 

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Via
4fan.it
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Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
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