Telefonia

Ogni anno continuano gli aumenti e le modifiche unilaterali dei principali operatori di telefonia

Nonostante l’arrivo del nuovo quarto operatore di telefonia mobile iliad, che ha promesso per le attuali tariffe in commercio, di non applicare alcuna modifica unilaterale, gli altri operatori Tim, Vodafone, Wind Tre continuano a modificare le loro offerte tariffarie a molti loro già clienti.

Le modifiche unilaterali delle condizioni dei servizi, denominate anche rimodulazioni tariffarie, sono legittime e vengono utilizzate anche dai servizi postali e bancari.

Quando un’azienda di telecomunicazioni continua però a modificare le condizioni, che il cliente aveva accettato in precedenza prima di sottoscrivere il contratto, può generare un senso di sfiducia nel consumatore che potrebbe sviluppare una naturale diffidenza nei confronti di nuove promozioni, anche se più convenienti, perchè ritenute solo temporanee e dunque poco affidabili.

modifiche

Negli ultimi anni da parte di Tim, Vodafone e Wind Tre, sia nel mondo della telefonia mobile che nella telefonia fissa, sono aumentati i casi di aumenti tariffari.

Se al cliente la modifica unilaterale non sta bene potrà chiedere di cambiare operatore, entro 30 giorni dalla comunicazione o dalla modifica contrattuale, senza pagare penali. Non ci sono rimborsi dei costi di attivazione (compreso il costo della sim) sostenuti in precedenza e nessun eventuale ripristino dell’offerta tariffaria avuta in precedenza.

I consumatori coinvolti dalle rimodulazioni, riceveranno una comunicazione tramite un SMS informativo. Negli ultimi mesi la comunicazione via sms della modifica contrattuale avviene un mese prima del rinnovo dell’offerta tariffaria coinvolta dalla rimodulazione. Per la precisione, all’interno del messaggio informativo di avviso di rinnovo mensile dell’offerta.

La motivazione principale delle modifiche delle condizioni contrattuali da parte degli operatori di telefonia mobile è quella di continuare ad investire sulla rete per offrire massima qualità dei servizi.

Gli operatori di telefonia devono recuperare le spese degli ultimi investimenti per le frequenze 5G. L’anno scorso l’asta per le frequenze 5G si è conclusa con una spesa complessiva sopra i 6,5 miliardi di euro.

Le motivazioni di una modifica unilaterale da parte dei principali operatori di telefonia, non giustificabile dopo pochi mesi dall’attivazione di un contratto, potrebbero essere anche i nuovi costi delle chiamate internazionali, il rimborso della fatturazione a 28 giorni nella telefonia fissa, strategie commerciali e/o la diminuzione dell’ARPU (ricavi medi mensili per singolo utente) dopo l’ingresso di iliad, come viene comunicato anche dall’ultima relazione annuale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e da alcuni studi di MedioBanca.

 

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