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Asstel: il direttore Di Raimondo apprezza il contratto di espansione tra Tim e i sindacati

Asstel, l’associazione di categoria che promuove gli interessi delle aziende che operano nell’ambito delle telecomunicazioni, ha espresso la propria soddisfazione per l’accordo di espansione siglato da Tim e i sindacati il 18 Luglio 2019, e ratificato dal governo il successivo 2 Agosto.

L’intesa trovata tra la società e le organizzazioni sindacali, permette di applicare uno strumento che la legge propone alle imprese con oltre 1000 dipendenti che devono affrontare un processo di reindustrializzazione e riorganizzazione industriale.

In particolare, come spiegato dai colleghi di MondoMobileWeb.it, Tim procederà all’assunzione di 600 dipendenti e avvierà dei percorsi di formazione e riqualificazione di parte delle risorse umane già esistenti.

Le assunzioni verranno effettuate ricercando tra i profili professionali di recente innovazione, coinvolgendo soprattutto specialisti in big data, cyber security, sviluppatori e progettisti. Tali iniziative saranno accompagnate da un piano di riduzione dell’orario di lavoro che potrebbe essere applicato già da Agosto 2019 e che potrebbe durare fino a Dicembre 2020.

L’accordo è stato vagliato presso la sede del Ministero del Lavoro dalla firma del Sottosegretario Claudio Durigon e del Viceministro dell’Economia e Finanze Laura Castelli.

L’evoluzione degli eventi ha ricevuto l’approvazione del direttore di Asstel Laura Di Raimondo, che ha accolto l’accordo con entusiasmo:

Con questo accordo, siglato oggi da Tim e sindacati, le Tlc si pongono come settore guida per la sostenibilità del lavoro nei processi di trasformazione digitale delle aziende. È auspicabile che il contratto di espansione, che consente di coniugare politiche attive e passive del lavoro, diventi presto una misura strutturale.

L’istituto giuridico del contratto di espansione, inserito nel Decreto Crescita, convertito in legge il 28 Giugno 2019, rappresenta secondo Di Raimondo uno strumento ideale per favorire la trasformazione digitale delle aziende grazie ad una rivisitazione in chiave espansiva degli ammortizzatori sociali.

Quello fra Tim e i sindacati è il primo contratto di espansione ad essere stato firmato da quando il Decreto Crescita ha concluso il suo iter normativo.

In un comunicato diffuso alla stampa, il direttore ha affermato quanto sia indispensabile un patto intergenerazionale tra i lavoratori all’interno del settore delle telecomunicazioni, dove l’aumento dell’anzianità media dei dipendenti deve essere coniugato alla necessità di adeguare le competenze professionali al rapido cambiamento richiesto dalla trasformazione digitale.

C’è bisogno, secondo Di Raimondo, di una riqualificazione professionale costante, di nuova occupazione e, ove possibile, di percorsi di accompagnamento alla pensione.

Il direttore Laura Di Raimondo parla al Cnel

Constatando la capacità di raggiungere tutti questi obiettivi, il direttore di Asstel auspica che il contratto di espansione possa diventare una misura strutturale a cui far ricorso:

Da parte nostra continueremo a lavorare con il governo e le rappresentanze sindacali non solo per raggiungere questo obiettivo, ma anche per ampliarne il raggio di azione. Strumenti come il contratto di espansione  rappresentano quel cambiamento di paradigma da sostenere con forza se vogliamo che la trasformazione del lavoro sia una opportunità di sviluppo per il Paese.

Durante la conferenza sui dati semestrali, Tim ha reso noto che la portata degli investimenti dedicati al contratto di espansione è notevole. Assieme all’impegno finanziario, la misura vanta il coinvolgimento di un gran numero di dipendenti. La società è all’opera con una ristrutturazione che riguarda anche il lavoro agile, il telelavoro, i passaggi di livello e i passaggi da part-time a full-time.

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Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
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