5G in Italia

5G e Salute: Codacons chiede il principio di precauzione, l’Istituto Superiore di Sanità risponde

Come succede spesso con le novità, anche l’arrivo della rete 5G non ha mancato di produrre reazioni controverse. Sono molti infatti i fattori che suscitano incertezza, soprattutto per quanto riguarda gli effetti sulla salute e sull’ambiente, e una parte della popolazione continua a ritenere necessaria una maggiore cautela in attesa di riscontri scientifici certi.

La diffusione del 5G è stata già ostacolata da associazioni come Codacons, che ha già espresso una forte preoccupazione riguardo ai rischi che l’installazione di tali impianti elettromagnetici potrebbe recare alla salute umana e alla salvaguardia dell’ambiente. Dopo il ricorso presentato in 104 Procure della Repubblica, Il Codacons ha anche deciso di inviare una lettera ai sindaci di 8000 Comuni in tutta Italia, invitando a vietare qualsiasi sperimentazione o installazione legata alla nuova rete 5G.

Principalmente, l’incertezza di cittadini e popolazione sarebbe da ricercare nella carenza informativa in materia: non si conoscerebbero realmente gli effetti che tali radiazioni possano causare. Di conseguenza, in mancanza di una completezza di informazioni in merito, c’è chi sostiene che sia giusto prevenire evitando a priori l’installazione degli impianti, secondo il principio di precauzione, come è già stato deciso a Bruxelles da Céline Fremaul, ex Ministro della Salute.

Recentemente, anche il sindaco di Montegrotto Terme, Riccardo Mortandello, ha deciso di bandire l’installazione delle antenne di quinta generazione nel territorio comunale, invocando il già citato principio di precauzione. L’ordinanza ha innescato una reazione da parte dei cittadini del comune confinante di Abano Terme, che si sono mobilitati affinché venga applicato il principio di precauzione.

Allo stesso modo, a Scanzano Jonico, in provincia di Matera, il sindaco Raffaele Ripoli ha vietato la costruzione di impianti per l’abilitazione del 5G, il quale intende attendere un’aggiornata classificazione della cancerogenesi da parte dell’Airc per verificare l’effettiva nocività della nuova rete.

Il Codacons ha quindi deciso di invitare tutti i comuni d’Italia a limitare la diffusione della rete 5G sul territorio nazionale, per evitare di sottoporre la popolazione ad un alto livello di radiazioni elettromagnetiche. Anche il presidente Carlo Rienzi ha dichiarato che si rivela oggi necessario porre freno allo sviluppo tecnologico qualora lo stesso possa recare danni consistenti alla salute umana e all’ambiente.

Dopo le proteste delle ultime settimane, è stato pubblicato ieri un report dell’ISS dedicato alla correlazione tra tumori e radiofrequenze. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità è da escludere ogni associazione tra le radiofrequenze utilizzate dai vari tipi di rete e lo sviluppo di tumori.

I colleghi di MondoMobileWeb.it, infatti, spiegano che, contrariamente al pensiero comune, una maggiore frequenza determina una minore profondità di penetrazione delle radiazioni. Attualmente, i soli effetti per l’organismo umano dovuti alla penetrazione delle radiofrequenze è il riscaldamento ei tessuti, conseguenza dell produzione di calore.

Con riferimento alla banda 26,5 – 27,5 GHz, utilizzata per il 5G, anche l’Istituto Superiore di Sanità fa notare che le sue onde millimetriche coprono aree molto limitate; si rivela dunque necessario incrementare il numero di impianti installati sul territorio. Tuttavia, se è vero che i punti di emissione aumenteranno sensibilmente per garantire un’ottima copertura 5G, è altrettanto corretto affermare che tale aumento porterà a potenze medie ben più basse rispetto a quelle attuali.

In conclusione, lo studio sottolinea che non è stata rintracciata finora alcuna prova scientifica che possa evidenziare una maggiore dannosità recata dalla costruzione di reti per la diffusione del 5G, sebbene sia necessario continuare a studiare gli impatti sulla salute delle onde millimetriche per mezzo dell’implementazione di nuovi modelli di analisi.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, infatti, gli studi sul 5G, in termini di installazioni e frequenze, risultano attualmente incerti, poiché i principali scenari della nuova tecnologia si realizzeranno solo in un futuro non prevedibile, quando verrà accelerata la diffusione di antenne trasmittenti.

 

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