Reti e Connettività

Ulcem denuncia l’assenza di rete nelle aree montane. Avviata una mappatura dal basso

All’indomani degli svaghi di Ferragosto, sono affiorate le difficoltà di chi, scegliendo di trascorrere la giornata in altura, ha dovuto fare a meno della rete telefonica per occorrere agli usi più disparati.

A far presente la questione la problematica è stata l’Uncem. L’Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani ha parlato di “situazione gravissima” riferendosi all’assenza di segnale di telefonia mobile per centinaia di migliaia di persone recatesi nelle aree più incontaminate per beneficiare della pausa di Ferragosto.

Secondo Marco Bussone, presidente dell’Unione, l’assenza di segnale di rete mobile, ancor più contingente rispetto all’esistenza di una rete in fibra o di un segnale di rete Wi-Fi, attiene a una questione di sicurezza. “Le compagnie telefoniche ci dicono di coprire il 95 per cento della popolazione”, si legge nella nota stampa, “peccato che il restante 5 per cento viva nel 15 per cento del territorio del Paese”.

L’Uncem comunica che a nulla è servita l’attività di sollecitazione ad intervenire presentata prima al tavolo del Comitato Banda Ultra Larga dinanzi al Ministro per il Sud Barbara Lezzi e poi a quello degli Stati Generali della Montagna dinanzi al Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Erika Stefani.

Sebbene la situazione abbia dovuto inevitabilmente migliorare negli anni, l’appello di Bussone si scontra con le diseconomie degli investimenti in queste aree per le società di telefonia e con i limiti di legge che impediscono il pieno sviluppo di un’infrastruttura di rete nelle aree scarsamente popolate:

Siamo consapevoli che il limite emissivo, tra i più contenuti in Europa, obbliga di fatto gli operatori a installare più impianti per coprire il territorio. Ma tutta l’Italia deve essere coperta. In secondo luogo, Agcom deve permettere, ai Comuni che vogliono, di acquistare ripetitori, installarli e inserirli sulla rete. Anzi, Uncem ritiene che questo fronte vada urgentemente percorso, superando l’inefficace azione delle telco.

La disponibilità delle tecnologie di rete diviene più scarsa nei territori in cui i costi degli investimenti delle società superano i ricavi che queste ultime potrebbero virtualmente ottenere.

Uno studio di Opensignal, società specializzata nella valutazione dell’esperienza della rete mobile, ha rivelato che nel trimestre marzo-giugno 2019 l’accesso alla rete 4G è stata possibile ogni due volte su tre in Italia.

Anche relativamente ad uno standard tecnologico più elevato, come quello della rete di quarta generazione, è emerso come gli abitanti delle aree rurali hanno in media trascorso meno tempo all’uso della rete 4G rispetto ai connazionali più fortunati.

Montagna

Nelle aree densamente popolate, che ammontano in base i parametri dell’istituto di statistica italiano al 4,8% del territorio nazionale, risiede il 33,3% della popolazione italiana.

Sono le grande aree urbane cittadine che permettono una disponibilità della rete 4G pari all’84% dei casi. Una percentuale più bassa di quattro punti appartiene alle aree mediamente popolate che raggruppano il 42% della popolazione.

Il 72% del territorio italiano comprende per la maggior parte le municipalità rurali e montane per cui l’Uncem porge la sua istanza. In tale fascia sono comprese tutte le località meridionali, appenniniche e alpine che riescono a fornire soltanto il 71% delle possibilità di agganciarsi alla rete 4G. In alcune zone comprese in tale fascia, tuttavia, il segnale è completamente assente.

La speranza a cui l’Uncem si affida è che il governo possa, attingendo anche ai contributi forniti dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, attrezzare una notevole percentuale della penisola (il 30% secondo Bussone), priva della possibilità di utilizzare il segnale di rete:

È grave che chi sale nelle valli alpine e appenniniche debba inseguire il segnale che gli operatori non hanno portato o non hanno ripristinato perché troppo oneroso e poco remunerativo. Una presa in giro per milioni di Italiani, diritti di cittadinanza che vengono meno. Non possiamo permetterlo

In vista dell’avvento delle nuove tecnologie, si guarda con fiducia alla svolta che potrà apportare il 5G. Si spera, in questo caso che la costruzione di una rete più all’avanguardia non discrimini le aree che sono state trascurate in passato. In tal senso Ulcem intende contribuire con una mappatura delle aree non coperte. Le segnalazioni proverranno ad opera dei Comuni. La consultazione dal basso si concluderà il 9 Settembre 2019.

 

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UlcemOpenSignal
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Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
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