Intelligenza Artificiale

Zalando: i robot TORU hanno superato i test. Lavoreranno nel centro di distribuzione di Lahr

Per i responsabili della logistica di Zalando i TORU hanno superato la prova. I due robot, che hanno affiancato i loro colleghi umani nella sede di Erfurt, sono ora pronti per essere impiegati in un progetto pilota nella città di Lahr, nella Germania meridionale.

Zalando, negozio specializzato nella vendita online di scarpe, vestiti e articoli sportivi, ha deciso collaborare con la startup di Monaco di Baviera Magazino e di affidarsi alle sue competenze accumulate nella creazione di robot impiegati nella logistica.

Le mansioni che i TORU di Magazino hanno svolto ad Erfurt sono state circoscritte a sufficienza per non intralciare l’efficienza del lavoro umano. Al contrario, i due robot hanno risparmiato agli addetti della logistica alcune attività disagevoli, come il raggiungere posti fuori dalla portata della statura umana per la presa o la riposizione di una scatola di scarpe.

Diversamente dai sistemi che regolano altre macchine che riescono certamente a dislocare interi scaffali o cataste, ma non ad individuare un preciso prodotto, i “TORU” svolgono lavori di precisione. Soprattutto, stando alle parole del capo della logistica di Zalando Friedrich zu Knyphausen, i comportamenti dei TORU sono regolati per permettere un lavoro in piena armonia con gli altri dipendenti.

Grazie alle telecamere incorporate, infatti, il robot riesce a percorrere il tragitto richiesto garantendo il non intralcio con i movimenti degli addetti. A fronte dell’ostacolo umano intercettato, il robot decelera la sua andatura e si arresta, programmando subito un percorso alternativo.

Il pezzo forte del lavoro di TORU sta nell’applicazione dell’intelligenza artificiale e della sua capacità di migliorare, di volta in volta, la risposta alla mansione da seguire.

La macchina così, seppur meno ottimamente, si comporta come i suoi colleghi in carne ed ossa: grazie alle telecamere 2D e 3D identifica e localizza l’articolo da processare, si reca allo scaffale, scannerizza l’etichetta, afferra la scatola con la sua ventosa, la stipa nel suo zaino e la trasporta fino al luogo da cui partirà per essere distribuito.

La difficoltà, spiega zu Knyphausen, sta nella distinzione tra due scatole dello stesso colore. Per la macchina è difficile in questi casi individuare il confine che separa i due bordi delle scatole.

Grazie all’intelligenza artificiale e ai miglioramenti progressivi che permettono al robot di imparare dai suoi errori, le manovre di individuazione e presa diventano sempre più precise.

Il successo riconosciuto ai TORU è frutto però di un’accurata indagine, dice zu Knyphausen:

Con Magazino abbiamo fissato alcuni parametri, inclusi l’assenza di errori nel maneggiamento dei prodotti (le scatole di scarpe) da una parte e la quantità di scatole raccolte in confronto con il downtime, il periodo di inattività della macchina. Ci vuole del tempo prima che il robot metta a punto le sue capacità. Riducendo questo periodo il numero di scatole raccolte può aumentare e rendere il servizio efficiente. In ogni caso, il livello di efficienza resta per adesso inferiore rispetto a quello dei nostri dipendenti.

La valutazione dei test con TORU è stata nel complesso positiva. I due “stagisti” elettronici, dopo otto mesi di tirocinio, raggiungeranno il centro di distribuzione di Lahr per un progetto pilota e saranno affiancati ad altri sei loro simili.

La squadra dei TORU, farà pratica lavorando prima in maniera separata e poi entrando definitivamente nel sistema di gestione dei magazzini. Da quel momento sarà preparata per collaborare con gli oltre mille dipendenti che lavorano in quella sede.

 

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Fonte
Zalando
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Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
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