Reti e Connettività

Attaccati ai cavi sottomarini: i dissidi tra Cina e Stati Uniti continuano anche nei mari

Per dare una dimostrazione del livello di sospetto e di diffidenza che possono raggiungere le relazioni tra due potenze mondiali nell’era di internet si potrebbe semplicemente illustrare quanto avvenuto tra Cina e Stati Uniti alla fine di Agosto 2019.

Nell’ambito di una fase diplomatica che non può certo fregiarsi del Nobel per la pace, una nuova frizione tra i due Paesi si è verificata in merito al progetto di costruzione di un cavo sottomarino intercontinentale che dovrebbe collegare Hong Kong a Los Angeles.

In nome di non meglio specificati motivi di sicurezza nazionale, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, assumendo il parere del comitato multi-agenzia noto come Team Telecom, si è opposto al rilascio della licenza per concedere a Facebook e a Google la costruzione del cavo sottomarino in collaborazione con la società cinese Peng Telecom & Media Group.

Seguendo il copione già visto nelle precedenti occasioni di contrasto con la Cina, dice l’Ansa, Peng Telecom, quarto maggiore operatore del Paese, sarebbe secondo il Dipartimento una società vicina a Huawei e passibile di prediligere l’interesse nazionale cinese rispetto alla sicurezza nazionale degli USA.

La pericolosità delle aziende cinesi nel commettere atti di spionaggio nei confronti degli affari americani non è tuttavia dimostrata, ma sono questi i termini su cui si basa una battaglia che dura da mesi e che potrebbe arrecare ugualmente danno alle imprese e ai cittadini statunitensi.

È innegabile infatti lo tsunami di benefici che sarebbe arrivato dal collegamento transpacifico. Una larghezza di banda maggiore, una più elevata velocità per gli utenti di Facebook (ad esempio), maggiore possibilità di confinare i dati in maniera più sicura per gli utenti che utilizzano la piattaforma cloud da parte di Google.

Come entrambe le società americane hanno sostenuto in passato, il completamento della rete avrebbe garantito 80 milioni di videoconferenze in alta definizione contemporaneamente tra Los Angeles e Hong Kong. Con il provvedimento dell’autorità statunitense si interrompe bruscamente un servizio che sarebbe partito a fine 2019.

Ma la disputa sulle infrastrutture sottomarine ha portata globale. Uno studio dell’Information technology & Innovation fundation (Itif) riportato da Il Sole 24 Ore afferma che il 99% del traffico internazionale voce e dati scorrazza per i fondali marini, che tra il 2019 e il 2021 sono previsti più di 50 progetti e che il mercato dovrebbe raggiungere un valore superiore ai 38 miliardi di dollari entro il 2026.

Il business è quindi il primo movente a legittimare la “corsa al cavo” tra USA e Cina in territori affamati come l’Africa, ma complementare ad esso è anche la sensibilità delle infrastrutture mondiali. Da qui nasce la preoccupazione americana di un’intromissione da parte dei cinesi negli affari di casa.

Internet

Bloccare l’espansione digitale cinese è però cosa impensabile. I colossi delle telecomunicazioni cinesi hanno già avviato da anni progetti mastodontici per connettere i porti del mondo considerati più strategici per permettere la crescita degli investimenti delle proprie imprese e l’estensione degli scambi commerciali.

Secondo i vertici americani, tuttavia, il ruolo esercitato dalle imprese cinesi non si limiterebbe alla sfera privatistica aziendale, ma servirebbe gli interessi nazionali. In una simile interpretazione, persino l’immagine riprovevole delle grandi multinazionali che favoriscono lo sfruttamento illegittimo di risorse straniere passerebbe in secondo piano.

Emergerebbe, invece, una logica secondo cui gli interessi economici risponderebbero a un piano più alto, quello nazionale. In tal caso, la competizione commerciale lascerebbe inesorabilmente spazio alla competizione tra Stati e determinate ovvietà dell’economia liberale decadrebbero.

 

Per ricevere notizie sulla telefonia e sul mondo 5G è possibile iscriversi gratis al canale t5git di Telegram. Condividete le vostre opinioni e/o esperienze commentando gli articoli.

Via
Il Sole 24 Ore
Tag
Adv adv ho

Gianluca Martucci

Ha 23 anni e tra le scelte più belle che sente di aver fatto c'è quella di specializzarsi negli studi europei e internazionali all'università. Si è laureato a Bari ad aprile 2018 e sta continuando i suoi studi presso l'università di Roma Tre. Ama sentire l'odore dei giornali e stare con la penna in mano. Ha un sogno: diventare giornalista per dare voce a chi si sente non ascoltato
Back to top button