5G nel MondoInternet of Things

Internet of Things, 5G e automotive: ecco cosa ne pensa Ericsson dell’ecosistema V2X

Secondo Ericsson l’ecosistema V2X (Vehicle to everything) offrirà una serie di soluzioni abbastanza interessanti inerenti il settore dei trasporti. Si tratta della capacità delle automobili di interagire tra loro, con i semafori e i parcheggi, ma anche con i pedoni vicini e con i sistemi che gestiscono il flusso del traffico.

Tutti casi d’uso che richiedono però degli specifici requisiti e una particolare gestione efficiente e commerciale. A dichiararlo è un comunicato redatto dall’ufficio stampa di Ericsson, apparso sul proprio sito ufficiale lo scorso 11 Settembre 2019.

Le reti cellulari attuali garantiscono già parecchi strumenti in grado di soddisfare alcuni requisiti tecnologici e commerciali necessari per i veicoli connessi, tipo l’LTE Cat-M e la NB-IoT (Narrow Band-Internet of Things), soluzioni tecnologiche di comunicazione abbastanza efficienti. Così come la suddivisione in reti (già possibile con la connettività 4G esistente) è uno strumento capace di fornire agli operatori reti end to end virtualizzate e ottimizzate per determinati applicazioni o interi segmenti di settori.

Nonostante ciò, per consentire più complesse manovre ai veicoli, questi devono poter condividere in maniera duplice e rapida, le proprie intenzioni di guida. La rete mobile 5G ricoprirà un ruolo fondamentale nell’offrire connettività per le comunicazioni da veicolo a veicolo (V2V) e da veicolo a infrastruttura (V2I).

Attualmente in Europa un consorzio di aziende guidato da Ericsson, si sta impegnando nello sviluppo di un’architettura di sistema di quinta generazione globale che possa fornire connettività ent to end per tutto il veicolo (V2X).

Proprio lo scorso Giungo 2019, il consorzio ha sperimentato un caso d’uso sulla pista di prova Utac-Teqmo, in Francia. La dimostrazione ha avuto a che fare con i veicoli connessi che entrano in autostrada. Questi, in corrispondenza dell’ingresso in autostrada, hanno condiviso delle informazioni sul proprio stato con un sistema di pianificazione delle manovre: accelerazione, decelerazione e cambi di corsia.

La nuova rete di 5° generazione potrà avere un ruolo molto importante sulla mobilità automobilistica, in questo senso il progetto 5GCAR supportato dalla commissione europea e coinvolgente 14 diverse organizzazioni come Bosh, Volvo Cars e Orange, rappresenta un passo concreto verso l’implementazione dell’ecosistema V2X.

Nonostante ciò, la strada è ancora lunga e impervia, bisogna infatti fare i conti con le varie normative vigenti ne vari Paesi e con la disponibilità dello spettro. La maturità del V2X ha livelli differenti nei vari Paesi: la Cina ad esempio, prevede di installare sensori sul 90% delle proprie autostrade entro il 2020, gli USA sono alle prese con una rivalutazione delle restrizioni d’uso adottate in Europa, e i gruppi dirigenziali di 24 aziende, tra cui BMW, Daimler, Deutshe Telekom ed Ericsson, spingono l’UE a consentire l’approdo del C-V2X come soluzione per il C-ITS (Coperative Intelligent Trasport System).

Secondo quanto affermato da Ericsson, il 5G possiede il potenziale necessario per avere effetti ad ampio raggio sull’ecosistema V2X. Per usufruire a pieno delle sue potenzialità, operatori e player del settore dovranno acquisire familiarità con gli strumenti offerti dalle nuove reti cellulari e capire come tali strumenti si possono applicare nel migliore dei modi nelle soluzioni end to end.

Il gruppo Ericsson, sulla piattaforma CVC (Connected Venichle Coud), collega oggi 4 milioni di veicoli a livello globale.

 

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