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5G: mentre il Presidente AGCOM spiega che la tecnologia non è pericolosa, alcuni Comuni dicono NO

Venti comuni italiani hanno deciso di opporsi alla sperimentazione della tecnologia 5G e hanno emanato (o stanno per farlo) un’ordinanza che si propone di vietare l’installazione delle antenne necessarie all’implementazione della nuova rete.Questa nuova opposizione alla rete 5G è arrivata soprattutto dai comuni del Nord Italia, sebbene 4 ordinanze di sospensione sono state avanzate anche dai comuni del Sud Italia di Castiglione Cosentino e Delia (Caltanissetta), Scanzano Jonico (Matera) e Montecorvino Pugliano (Salerno).

Il comune più popoloso coinvolto nella mozione anti 5G è quello di San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna. San Lazzaro di Savena conta circa 30000 abitanti e la richiesta di stop al 5G è arrivata direttamente dalla sindaca in carica Isabella Conti.

Quattro provvedimenti sono già stati approvati e arrivano tutti da comuni appartenenti alla provincia di Padova: Torreglia, Tribano, Montegrotto Terme e Baone. Le altre richieste di sospensione sono state avanzate dai comuni di Perloz (Aosta), Longare (Vicenza), Caneva (Pordenone), Camponogara (Venezia), Dozza (Bologna), Marsaglia (Cuneo), Caresana e Lozzolo (Vercelli), Prasco e Ricaldone (Alessandria).

Secondo quanto riportato da Agi, al momento in Italia si contano almeno 156 atti istituzionali (parlamentari, regionali, provinciali e comunali) che hanno richiesto la sospensione del 5G o comunque di approfondire meglio i suoi possibili effetti sulla salute dei cittadini prima di procedere all’implementazione di questa nuova tecnologia.

5G

La richiesta di sospensione avanzata dai comuni è di carattere esclusivamente precauzionale. Le amministrazioni comunali che hanno deciso di opporsi al 5G chiedono infatti che non sia dato il via libera a nessuna nuova sperimentazione in questo ambito fino a quando non ci saranno evidenze scientifiche più chiare sulla questione.

Non si fermano dunque le preoccupazioni riguardo i possibili effetti dannosi del 5G sulla salute dei cittadini da parte di alcune amministrazioni comunali e delle associazioni civili.

Il Codacons ha inviato di recente un esposto alle procure della Repubblica Italiana per opporsi all’utilizzo di questa nuova tecnologia. Nell’esposto presentato viene richiesta la sospensione della sperimentazione del 5G sul territorio italiano fino a quando non si avranno degli studi scientifici che dimostrino in maniera inconfutabile che questa nuova tecnologia non metterà in pericolo la salute dei cittadini italiani.

In seguito il Codacons ha anche inviato una lettera a 8000 comuni in tutta Italia nella quale si invitavano i sindaci a vietare l’installazione delle antenne 5G sui loro territori.

Anche i comuni di Bolzano e Trento hanno presentato una mozione per richiedere la sospensione della sperimentazione 5G nel loro territorio. La provincia di Barletta-Andria-Trani ha invece inviato ai comuni un appello in cui si richiede alle amministrazioni di vietare l’implementazione del 5G appellandosi al principio di precauzione. Quest’ultima richiesta non ha però al momento prodotto alcun risultato.

Il comune di Noli (Savona) ha recentemente rifiutato, in una mozione approvata sia dalla maggioranza che dalla minoranza, l’installazione sperimentale del 5G fino a quando non si avranno dati scientifici più esaustivi in merito ai possibili effetti negativi sulla salute derivanti da un’esposizione alle radiazioni a radiofrequenze.

Cogne è invece uno dei 120 piccoli comuni che sono stati scelti per iniziare a sperimentare la tecnologia 5G. Qualche mese fa’ però il sindaco Franco Allera ha scritto all’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e al Presidente della Repubblica per chiedere la cancellazione di Cogne dalla lista dei comuni scelti per la sperimentazione del 5G. Al momento non è stata presentata alcuna mozione ufficiale e quello del sindaco Allera è rimasto un semplice avvertimento.

Soltanto pochi giorni fa, inoltre, il Tar ha respinto il ricorso di Iliad contro il comune di Bologna. L’amministrazione bolognese si era infatti opposta alla richiesta dell’operatore mobile di riconfigurare alcune antenne già esistenti affinchè potessero utilizzare la frequenza a 700 Mhz.

Il 14 Novembre 2019, Angelo Marcello Cardani, presidente dell’Agcom, è stato interrogato dalla Commissione Trasporti della Camera riguardo i possibili effetti dannosi della tecnologia 5G sulla salute delle persone.

Cardani ha spiegato alla Commissione Trasporti come, al momento, gli studi scientifici più qualificati che sono stati prodotti sul tema, evidenziano il fatto che il 5G sia una “tecnologia assolutamente non pericolosa” e che molte preoccupazioni da parte dei cittadini sui possibili effetti negativi per la salute siano infondate e vadano contro i pareri più esperti e qualificati.

Uno degli studi scientifici più importanti condotti in Italia sulla pericolosità della tecnologia 5G è stato redatto dall’Istituto Superiore di Sanità in un report intitolato “Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche”.

Nelle conclusioni finali, gli autori di questo studio evidenziano come al momento non esista alcun riscontro scientifico sui possibili effetti negativi delle radiazioni a radiofrequenze sulla salute delle persone.

 

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