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Tim: le prospettive future secondo l’amministratore delegato Luigi Gubitosi

Riduzione del debito del gruppo, piano di investimenti infrastrutturali sul 5G e la riduzione del gap di sviluppo tecnologico tra i grandi centri urbani e le aree rurali del Paese, grazie a un accordo con Vodafone su Inwit. Inoltre, alleanze strategiche con aziende come Google e Netflix, con un approccio particolare sulla ricerca e sulle nuove tecnologie, secondo Luigi Gubitosi, questo sarà il futuro del gruppo Tim.

Tim

Dopo un anno di attività, il nuovo amministratore delegato di Tim Luigi Gubitosi ha rilasciato un’intervista al Sole 24 Ore, parlando del lavoro fatto fino ad oggi e delle prospettive future del gruppo.

Secondo la filosofia di gestione di Luigi Gubitosi, con un eredità di 25,2 miliardi di debito e un mercato molto competitivo, il gruppo Tim del domani avrà partnership, alleanze e collaborazioni.

Con l’obiettivo di ottenere risorse e tecnologie all’avanguardia per soddisfare le necessità di cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Tim dev’essere il punto di riferimento dell’innovazione tecnologica del Paese nei prossimi anni.

Un cambio di prospettiva, come l’accordo con Netflix che mira ad arricchire l’offerta di TIMVISION con film, serie, documentari e contenuti originali del noto servizio in streaming.

Per il gruppo Tim, il 2020 rappresenterà un cambiamento nella strategia dei contenuti che, secondo Gubitosi, rappresenta un’attività economicamente insostenibile:

Abbiamo invece deciso di essere aggregatori di contenuti eccellenti, offrendo ai consumatori le opportunità migliori sul mercato. Per questo, dopo avere raggiunto accordi con Amazon, Netflix e per le partite del campionato di calcio, continueremo sulla stessa strada.

Nel futuro, secondo Gubitosi, il gruppo Tim diventerà protagonista nel mondo dell’intrattenimento e sarà un’azienda migliore rispetto al passato.

Per dotare l’Italia di una infrastruttura avanzata, il gruppo Tim prevede un importante piano di investimenti strutturali, come l’accordo con Vodafone su Inwit, che permetterà di tagliare l’indebitamento del gruppo di circa 1 miliardo e mezzo, grazie a una sinergia sulle torri, nei data center e nell’infrastruttura in fibra ottica.

Successivamente alla fusione, Vodafone e Tim avranno una partecipazione societaria in Inwit del 75% che, secondo Gubitosi, in futuro verrà ridotta al 50,1% per permettere l’ingresso di altri attori nel capitale societario.

5G

Grazie alla fusione, si attente l’autorizzazione dell’Antitrust europeo, Tim e Vodafone andranno a sviluppare congiuntamente l’infrastruttura 5G così da coprire un’area geografica più ampia con un costo minore.

Questa operazione permetterà di ridurre il gap di sviluppo tecnologico tra i grandi centri urbani e le aree rurali del Paese, accelerando lo sviluppo di soluzioni innovative per le imprese. Un percorso fatto di partnership strategiche che, specifica Luigi Gubitosi, migliorerà:

Il nostro è un settore ad alta intensità di capitale e questo spiega la necessità di progetti condivisi. Le prospettive saranno positive in funzione di quanto sapremo approfittare dell’evoluzione tecnologica per rafforzare la nostra posizione competitiva.

Un 5G che funzionerà da acceleratore per le nuove tecnologie, in temi rilevanti come l’intelligenza artificiale e la gestione e la sicurezza dei dati: per queste ragioni il gruppo Tim ha sottoscritto un’alleanza strategica e industriale con Google Cloud, così da avere, secondo Gubitosi:

Avremo una soluzione tecnica tutta italiana, una basata su tecnologia Google e altre ibride secondo i fabbisogni dei clienti, in gergo Private, Public e Hybrid cloud. Il tutto su infrastrutture governate da Tim di nuovissima generazione a Torino, Milano, Roma.

Il mercato Italiano dei servizi cloud cresce ogni anno del 20%, nonostante sia ancora particolarmente frammentato e poco noto a molte aziende, TIM è l’attore principale con l’11% della quota totale e mira a raggiungere una posizione di leadership assoluta per anticipare i futuri sviluppi.

Accelerando questo fronte con la creazione di una nuova Newco proprietaria dei data center, in cui confluiranno i 22 data center già esistenti e quelli di prossima costruzione. Con la promessa di TIM di raggiungere fino a 1 miliardo di euro di ricavi entro il 2024.

Questo comporterà una priorità nella gestione delle reti e dei dati che, afferma Gubitosi, viene gestita dalla società Telsy del gruppo Tim, con un particolare riguardo sulla criptografia.

 

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Il Sole 24 Ore
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